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I Quattro Mori fanno concorrenza alle barras
Scritto da OSIDEA
Giovedì 06 Gennaio 2011 08:20
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| Luisa d’Arienzo - Da Sardegna Fieristica / aprile-maggio 1984.
Lo scudo dei quattro mori entrato in concorrenza aperta con lo scudo delle barras, era, però, a quell’epoca (1479), perfettamente conosciuto; ma l’uso capillare che si fece dell’emblema catalano portò alla conseguenza che quest’ultimo si affermò a tal punto da divenire distintivo della Corona.
Infatti, quando nel 1479 si unirono la Castiglia e l’Aragona, a seguito del matrimonio di Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia, e si procedette ad una fusione delle insegne araldiche delle due Corone, come emblema rappresentativo dell’Aragona vennero usate le barras.
Nonostante ciò lo scudo dei quattro mori continuò ad essere presente nei sigilli di cancelleria in una posizione che ancora dimostrava il suo diretto legame con la Corona d’Aragona. All’epoca di Ferdinando il Cattolico i quattro mori comparvero, anzi, per la prima volta coronati e con questa nuova raffigurazione lo scudo finì col prevalere, giungendo anche in Sardegna, come già abbiamo visto.
Fonte: www.bandierasarda.it |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 14:24 |
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L'emblema dei Quattro Mori e l'emblema delle barras
Scritto da OSIDEA
Mercoledì 05 Gennaio 2011 21:25
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| Luisa d’Arienzo - Da Sardegna Fieristica / aprile-maggio 1984.
Perché allo scudo dei quattro mori dalle origini così gloriose non è stato, nel tempo, riconosciuto il suo vero significato?
La risposta è semplice: l’emblema fu osteggiato per spirito nazionalistico dai catalani i quali, in tutte le occasioni, gli anteposero quello delle barras.
Nato come “scudo del regno d’Aragona”, cioè della Corona d’Aragona, e così denominato perché, sotto il profilo istituzionale, tale regno era stato il primo a far parte della confederazione, lo scudo dei quattro mori non fu mal tollerato in ambiente catalano perché, essendo la Catalogna un principato, formato da un insieme di contee, non le poteva essere abbinato il titolo reale e, nelle intitolazioni ufficiali, era destinata a rimanere in una posizione subordinata rispetto all’Aragona.
Essendo la dinastia regnante di origine catalana, lo scudo, pur usato sistematicamente nei sigilli della cancelleria sovrana, almeno fino all’unione con la Corona di Castiglia (1479), non venne invece utilizzato nella vita quotidiana e nelle campagne militari.
Fonte: www.bandierasarda.it |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 14:24 |
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Le critiche alla teoria dello Zurita
Scritto da OSIDEA
Mercoledì 05 Gennaio 2011 21:20
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| Luisa d’Arienzo - Da Sardegna Fieristica / aprile-maggio 1984.
Valutando criticamente la teoria dello Zurita se ne possono rilevare tutte le incongruenze: in primo luogo l’origine dello scudo, comparso in realtà alla fine del XIII secolo, è stata retrodatata senza motivi plausibili; c’è poi da considerare che l’Aragona, ancora prima dell’unione con la Catalogna, possedette, e conservò anche in seguito, un suo emblema che non è quello dei quattro mori.
Come già abbiamo precisato, lo scudo fu creato da Pietro III il Grande, il quale, erede della giovane Corona d’Aragona e dell’indirizzo imperialistico di espansione mediterranea impostato da suo padre Giacomo I il Conquistatore, a nostro avviso volle dare un’emblema a questa entità politica in piena espansione e scelse come elemento di base dello scudo la croce di S. Giorgio, sotto la cui protezione sarebbero stati ricacciati i mori dai quattro stati che, all’epoca, costituivano la Corona.
Si comprende così il numero quattro ed il perché dei mori: il nemico sconfitto, messo nello stendardo come trofeo di guerra.
Fonte: www.bandierasarda.it |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 14:24 |
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La teoria dello Zurita
Scritto da OSIDEA
Mercoledì 05 Gennaio 2011 21:17
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| Luisa d’Arienzo - Da Sardegna Fieristica / aprile-maggio 1984.
Secondo la teoria dello Zurita, lo scudo sarebbe nato in occasione della sconfitta inferta ai mori ad Alcoraz (1096) dal re aragonese Pietro I (1094-1104), quando fu riconquistata la città di Huesca. L’esito del combattimento, a lungo incerto, avrebbe avuto una svolta favorevole grazie alla comparsa di un valoroso cavaliere con una croce rossa fiammeggiante sul petto, vestito con un’armatura bianca (cioè S. Giorgio), il quale avrebbe messo in fuga i nemici. Quando i cristiani tornarono nel campo di battaglia per raccogliere il bottino di guerra, trovarono quattro teste di mori, staccate dal corpo, adorne di turbanti tempestati di pietre preziose.
Per commemorare la smagliante vittoria il re Pietro I avrebbe adottato come emblema uno scudo bianco con una croce rossa, a ricordo del cavaliere, ed avrebbe messo nei cantoni quattro teste coronate, reputando che quelle trovate nel campo di battaglia fossero di persone di rango reale.
Esaminando gli aspetti generali di questa narrazione possiamo notare, innanzi tutto, i punti di contatto con la teoria autoctona sarda che fu elaborata pochi decenni dopo la morte dello Zurita e, di certo, fu influenzata dalle precedenti dissertazioni; solo che l’origine dell’emblema sardo venne riportata ad un’epoca più lontana rispetto a quella aragonese. Così, insieme ad una priorità cronologica, poteva essere rivendicata anche una nascita indigena.
Fonte: www.bandierasarda.it |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 14:25 |
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